Jannik Sinner sta continuando ad allenarsi nonostante la squalifica di tre mesi e proprio sull’accordo con la Wada è saltato fuori un retroscena.
Jannik Sinner è attualmente fermo per la squalifica dovuta al ‘caso Closterbol’. La Wada e il tennista hanno alla fine concordato tre mesi di fermo, senza sottrazione di punti né revoca dei trofei vinti, quindi di fatto lo si rivedrà in campo il 4 maggio di questo 2025. Giusto in tempo per gli Internazionali di Roma. Nel frattempo è poi anche saltato fuori un retroscena: a parlare è stato direttamente il legale del numero 1 al mondo.
Quella con la presa di posizione della Wada è stata una vicenda lunga e complicata che ha fatto vivere a Jannik Sinner momenti non semplici. Con l’accordo sul tempo di squalifica, meno lungo della richiesta iniziale di uno-due anni, è anche finito (come dichiarato da lui stesso) un incubo durato mesi e mesi.
Il tennista italiano, dopo il trionfo al Melbourne con la vittoria di un altro titolo Slam con l’Open d’Australia, è stato perciò costretto a fermarsi e si sta allenando (non nei campi ufficiali della Fitp) con il suo team per tornare più forte di prima. Gli Internazionali di Roma sono in questo senso il primo appuntamento utile fissato sul calendario visto che perderà i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid. Nel mentre ha parlato, in via ufficiale, anche il suo avvocato raccontando cos’è accaduto nel “dietro le quinte”.
Il legale di Jannik Sinner, Jamie Singer, ai microfoni ‘Sky Sport’, ha dichiarato: “C’è voluto un po’ per convincere Sinner. Penso che i tennisti siano sempre falchi quando è un altro giocatore a essere coinvolto in una situazione simile e cercano di nascondersi quando sono invece loro a essere coinvolti”.
“Tutto questo – ha continuato – è molto ingiusto. Sinner è stato giudicato in un processo ‘da manuale’ sin dall’inizio. Non ci sono stati favoritismi. Semplicemente, le circostanze della sua positività sono state molto insolite. Jannik dice di sentirsi trattato in modo piuttosto duro, ma accetta che ognuno abbia diritto alla propria opinione”.
“I tennisti non hanno l’opportunità di conoscere tutti i dettagli della vicenda, quindi semplicemente esprimono delle opinioni. Ma forse i fatti meriterebbero di essere approfonditi maggiormente. Ci è voluto un po’ di tempo per convincere Sinner che era la cosa giusta da fare“, ha concluso.
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