La posizione in casa Juve dell’allenatore Thiago Motta è piuttosto complicata. Il tecnico è chiamato presto a cambiare tutto.
L’avventura di Thiago Motta in casa Juve potrebbe finire ben prima del previsto. Negli ultimi giorni si sono rincorsi vari rumors, si è parlato addirittura di un presunto incontro della dirigenza con Igor Tudor ma l’unica cosa certa è che al momento ci sono diverse cose che non convincono e in primis appunto l’allenatore bianconero.
La sconfitta di Napoli ha evidenziato tante lacune in una squadra piena di giovani promesse e tanti acquisti che finora non hanno mantenuto le aspettative. I casi Koopmeiners e Nico Gonzalez sono quelli più evidenti ma ci sono tante cose che non convincono e l’allenatore è finito nel mirino della critica, specialmente facendo il confronto in Napoli Juve con quanto ha inciso invece il tecnico avversario Antonio Conte.
Motta è nella bufera e la sua posizione non è solida come era invece qualche tempo fa. La Juve in questi minuti sta affrontando il Benfica in un match che praticamente servirà solo per delineare la posizione nella griglia dei Playoff ma i prossimi match di campionato non si possono sbagliare, la Juve non può rischiare di non andare in Champions e in caso di posizione a rischio l’esonero è tutt’altro che utopia.
Addio Thiago Motta, arriva la sentenza per la Juve
Mentre all’inizio sembravano avere toni più leggeri ora non è più cosi e piovono le critiche nei confronti dell’allenatore bianconero. Il giornalista Tony Damascelli ha avuto parole durissime direttamente dalle colonne del Giornale ed ha sottolineato le difficoltà del club bianconero: “I vertici del club dovrebbero attuare la stessa scelta di due grandi club come Milan e Manchester United che hanno liquidato gli allenatori, e Damascelli ha sottolineato che questi due club comunque stanno avendo difficoltà ma stanno mostrando una reazione e soprattutto c’è un ‘segnale di presenza societaria’ attualmente inesistente a Torino”, scrive il giornalista.
Damascelli critica sia Motta che Giuntoli e afferma: “Tutta la dirigenza ha fallito, presidente e amministratore delegato hanno portato debiti (la Juve non ha neanche lo sponsor) e crisi sportiva con Giuntoli e Motta”, poi il giornalista ha concluso: “Elkann dovrebbe intervenire come fece suo nonno Gianni Agnelli azzerando cda, liquidando Montezemolo e richiamando Boniperti e Trapattoni, era il 1991 e anche l’allenatore di quel tempo, Maifredi, veniva dal Bologna…”, conclude cosi Damascelli.