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Pioli, conferma a tempo: perché la panchina del Milan può saltare

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Matteo Sfolcini

Il Milan ha momentaneamente confermato Pioli in panchina: perché il tecnico rossonero rimane a rischio e quando può scattare l’esonero.

La sconfitta col Borussia Dortmund ha fatto malissimo e lasciato il segno in negativo in casa Milan, ora praticamente fuori dalla Champions League. La squadra, al netto delle tante assenze, ha deluso facendo vedere di essere ancora in difficoltà in una fase molto delicata e dal rendimento discontinuo.

Nonostante i cattivi risultati, la società ha ribadito la fiducia a Stefano Pioli che non è riuscito a trovare una soluzione ai problemi ma al momento resterà in panchina. La conferma infatti non sarà incondizionata e passerà inevitabilmente dai prossimi impegni quando i rossoneri, dopo l’insuccesso europeo, non potranno sbagliare in campionato.

A partire dalla gara interna col Frosinone dove serviranno ancora i tre punti, come contro la Fiorentina, per alimentare le speranza di tornare in corsa per lo scudetto dopo aver accorciato sui rivali dell’Inter, oggi primi in classifica con sei punti di distacco. In generale il tecnico sarà sotto esame fino alla fine dell’anno solare quando sarà tempo di un nuovo bilancio.

Pioli, futuro in bilico: il motivo della decisione di Cardinale

Non ci sarà nessun stravolgimento sul piano tecnico per il Milan che continuerà ad affidarsi a Stefano Pioli, legato però soltanto da un altro anno di contratto. Il suo futuro infatti resta sotto osservazione e inevitabilmente servirà una sterzata per rinforzare la sua posizione almeno fino al termine della stagione.

Gerry Cardinale, proprietario del Milan (LaPresse) – TVPlay.it

A Milanello è andato in scena un faccia a faccia non programmato con Gerry Cardinale e l’ad Furlani che hanno voluto dimostrare la loro vicinanza all’allenatore. Il club quindi non ritiene colpevole il tecnico, giustificato dall’emergenza infortuni e in generale dalla sfortuna avuta nelle ultime settimane.

Nel vertice, durato circa due ore, si è ribadito il sostegno nei suoi confronti, come già successo in passato, e una valutazione definitiva sul suo operato ci sarà soltanto quando la rosa sarà completamente a disposizione. Uno scenario improbabile a breve termine dove il compito minimo sarà quello di restare nelle prime quattro posizioni in classifica in campionato.

Poi ci sarà l’ultima gara di Champions contro il Newcastle che, aldilà della difficilissima qualificazione agli ottavi, metterà in palio il terzo posto per “retrocedere” quantomeno in Europa League evitando la figuraccia di arrivare ultimo nel girone e uscire da tutto dopo aver raggiunto le semifinali nella scorsa edizione.

Matteo Sfolcini

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