Napoli in piena difficoltà dopo l’ennesimo pareggio in campionato ma le colpe non sono tutte del tecnico francese che ha sostituito Spalletti.
Ritrovarsi dopo cinque giornate al settimo posto con 8 punti e con una distanza di già sette lunghezze dalla capolista Inter, non è certamente ciò che ci si aspettava dal Napoli. Certo, ripetere quanto accaduto nella passata stagione con Luciano Spalletti in panchina era alquanto impossibile eppure, in molti avrebbero gradito un inizio leggermente diverso.
Quanto meno, un approccio diverso contro Lazio e Genoa e di andare oltre lo 0 a 0 in casa del Bologna. Certo, rispetto alle due precedenti partite di campionato, contro la squadra di Thiago Motta, dal punto di vista del gioco qualcosa si è intravisto ma dagli undici metri, gli azzurri sembrano non aver ancora trovato quella cattiveria che li ha contraddistinti nella passata stagione.
In molti puntano il dito contro Rudi Garcia e in effetti, qualche colpa il tecnico francese ce l’ha. Forse, più che provare a portare in campo le proprie idee, sarebbe stato meglio guidare la squadra secondo le idee del suo predecessore, godendosi i frutti. Al massimo, apportare dei piccoli accorgimenti per far migliorare la squadra. Invece, con superbia e qualche piccolo errore di comunicazione, si è deciso di invertire la rotta e adesso, il Napoli sta cambiando completamente pelle.
Le responsabilità di questo momento particolare non sono però tutte dell’allenatore. Questo perché, un tecnico ha giustamente il diritto di provare ad impostare e portare avanti il proprio credo calcistico. Dal canto loro, i calciatori hanno il dovere di seguirlo e di impegnarsi al massimo per ottenere sempre ottimi risultati. Invece, ciò che si è visto in questa prima parte di stagione è di una parte di squadra troppo presuntuosa.
Di esempi se ne possono fare tanti. Basti pensare a Mario Rui che sbagli l’impossibile sia in fase di possesso palle che no, per poi arrabbiarsi sempre con l’arbitro. Anguissa sembra il fantasma del passato, commettendo molti errori in entrambe le fasi di gioco. Kvaratskhelia, oltre ad esprimere in maniera plateale ciò che pensa dell’allenatore, non riesce da tempo a saltare l’uomo e, escluso il primo tempo con la Lazio, è da tempo che non incide come dovrebbe. Infine, Osimhen, che escludendo l’errore dal dischetto che può capitare a tutti, non può lamentarsi se viene sostituito ed è spesso nervoso ed inconcludente.
Dunque, dietro al momento particolare dei partenopei, non vi sono solo i presunti errori di Garcia ma anche gli atteggiamenti sbagliati di alcuni calciatori che, invece di trascinare la squadra al successo, pensano di aver già dimostrato tutte le loro qualità e per questo, di aver già vinto. Peccato che, nel calcio così come nella vita, si dimostra sempre e con l’impegno quanto si vale se si vuole ottenere la vittoria.
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