Olivier Giroud è intoccabile nel Milan: il centravanti è il pupillo di Pioli, il tecnico non vi rinuncia mai e le alternative siedono in panchina
Due alternative di livello almeno per ogni ruolo, in grado di dare la possibilità a Stefano Pioli di adottare un turn over ragionato senza la necessità di dover “spremere” alcuni calciatori, come accaduto nella scorsa stagione, con evidenti dazi pagati in coda ad una stagione usurante.
Il mercato del Milan si è sviluppato attorno a questa sorta di dogma imprescindibile, che però sembra essersi sciolto come neve al sole. Almeno per quanto riguarda l’attacco, perché Stefano Pioli sta adottando una sorta di schema ben preciso, una sorta di leit motiv che va avanti ormai da tre stagioni e che riguarda l’11 da schierare in campo.
“Giroud più altri 10”. L’attaccante francese, alla terza stagione in rossonero, è pressocché imprescindibile per l’allenatore parmigiano che mai rinuncia al suo bomber. Ed il motivo è anche abbastanza chiaro; il centravanti segna a raffica, l’ha sempre fatto fin dal suo arrivo a Milano e continua in questa sua missione nonostante le 37 primavere.
Ben 11 reti nella prima stagione, quando arrivò con il compito di essere l’alter ego di Ibrahimovic, poi 13 gol in Serie A e cinque in Champions League nella scorsa stagione – 18 totali – utili a spingere i rossoneri fino alla semifinale della competizione europea più importante per club e nelle prime quattro posizioni in campionato.
Ed ha iniziato nel migliore dei modi anche questa stagione; quattro reti in altrettante gare di Serie A, per un rendimento di altissimo livello che quasi toglie ogni dubbio sul suo utilizzo. Eppure dovrebbe essere gestito con parsimonia, sia per i 37 anni di età che per una caviglia che gli dà il tormento, proprio come accaduto con la maglia della Nazionale.
Se nella scorsa stagione i vari Origi, Rebic e Lazetic non hanno certo dato un contributo palpabile alla causa, con due reti per il belga acquistato come vice Giroud, anche in questa stagione le alternative del francese non sembrano convincere appieno Pioli. Jovic, arrivato nell’ultimo giorno di mercato, ha mostrato di aver smarrito la via del gol tra Madrid (sponda Real) e Fiorentina mentre i 14 milioni investiti per Okafor, strappato al Salisburgo, devono ancora dare i loro frutti, considerato come il giovane bomber mai abbia toccato la doppia cifra in carriera.
E così, per i due, sarà ancora panchina, almeno dall’inizio, per dare spazio al vorace Giroud. Solo straordinari per il francese che sembra non avere intenzione di cedere il suo posto così facilmente.
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