L’Italia di Spalletti è obbligata a vincere a San Siro contro l’Ucraina per sperare di evitare gli spareggi nel cammino verso Euro 2024
Cosa stavi facendo il 13 novembre 2017? Non è una data iconica come il 9 luglio 2006, ok, ma una data che è rimasta indelebile nel cuore degli italiani, con cicatrici ancora in vista. Il 13 novembre 2017 eri probabilmente sul divano a tifare Italia, la Nazionale di Ventura, che però si scagliava invano contro la rocciosa difesa della Svezia: risultato, 0-0. Italia che non si qualifica ai Mondiali.
Chissà cosa stava facendo Spalletti il 13 novembre 2017, e chissà se ha paura di affrontare l’Ucraina nella serata di San Siro. Chissà se vede gli stessi fantasmi, se ha paura di non riuscire a qualificarsi. Nonostante l’urgenza di raccogliere punti nella partita di San Siro, Spalletti avrà meno pressione rispetto a Ventura nel 2017. L’Italia, anche se non dovesse riuscire a vincere, avrebbe comunque un altro scontro diretto proprio contro l’Ucraina, per l’ultima giornata del girone. E inoltre, anche se non si dovesse qualificare, avrebbe la possibilità di accedere agli spareggi. E allora perché i media italiani stanno infondendo questa ansia alla Nazionale, ritenendola spacciata in caso di mancata vittoria a San Siro?
Le ferite delle mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018 e del 2022 sono ancora aperte, e forse proprio per questo motivo gli italiani si sono già preparati al peggio. Di conseguenza i media stanno raccontando questa preoccupazione. Il compito principale di Spalletti sarà proprio questo: infondere calma nel gruppo azzurro, mantenere la lucidità e placare le ansie dei propri giocatori. In fondo, quale miglior allenatore di Luciano Spalletti, che è riuscito a riportare uno Scudetto in una piazza, quella di Napoli, che non lo vinceva dal 1990, e che ogni volta in cui ci era andata vicino, ha subito crolli proprio nel finale di stagione (vedi Fiorentina – Napoli 3-0, 29 aprile 2018).
E quindi sì, Spalletti è proprio l’uomo adeguato per aiutare l’Italia a superare questo periodo, l’uomo giusto per affrontare un avversario pericoloso come l’Ucraina. A lui e ai giocatori spetta la parte del lavoro più importante, ma ai tifosi italiani spetta il resto: servirà un’ottima accoglienza per Sandro Tonali, ma anche per il tanto criticato Gigio Donnarumma; servirà un tifo acceso e caloroso per 90 minuti; e anche in caso di pareggio o sconfitta, servirà un’Italia unita e fiduciosa per le ultime partite del girone e per gli eventuali spareggi. Perché i fantasmi di San Siro sono invisibili, o meglio, non esistono: esiste solo una Nazionale forte, di qualità, che può superare questi ostacoli giocando bene a calcio. Esiste solo la Nazionale di Luciano Spalletti, che sta guardando al futuro, e non pensa a cosa è accaduto il 13 novembre 2017.
Ma se Spalletti si può considerare pronto per questa partita, lo saranno i giocatori dell’Italia? In occasione di Italia-Macedonia, quando gli Azzurri non sono riusciti a qualificarsi ai Mondiali, la nostra Nazionale non si è rivelata all’altezza di reggere una simile pressione. Beh, questo lo scopriremo soltanto durante la serata di San Siro: scopriremo se Donnarumma riuscirà a scrollarsi le critiche di dosso, se Tonali sarà pronto a giocare nella sua ex-casa, se i loro compagni saranno concentrati su ciò che accade in campo e non sui giornali o su ciò che si dice in tv o sui social. L’Ucraina è un avversario difficile da affrontare, una squadra tosta, che non va sottovalutata: allo stesso tempo, ciò che deve fare la Nazionale di Spalletti è non sottovalutare se stessa, rendersi conto della propria forza e dimostrarla a tutta Italia nello stadio di San Siro. Perché sì, la Nazionale Italiana è forte, è giovane e ha un bel futuro davanti a sé: tutto passerà dalle poche partite che la attendono, e perciò dovrà farsi trovare pronta fin da subito. A Luciano Spalletti questo difficile compito, ai tifosi italiani il compito di sostenere la Nazionale.
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