Mancini lascia la nazionale, il calcio italiano si interroga: “Perché?”. Le dimissioni a sorpresa del tecnico marchigiano destano perplessità tra gli addetti ai lavori
Una decisione choc che nessuno avrebbe mai immaginato. Del resto, almeno a livello ufficiale, non c’era alcuna avvisaglia del possibile addio di Roberto Mancini alla Nazionale. L’allenatore jesino aveva mostrato in effetti qualche segno di insofferenza subito dopo la batosta dell’eliminazione azzurra dai Mondiali del Qatar, ma si è trattato di un malumore passeggero rientrato dopo qualche settimana.
Tra l’altro non più tardi di una settimana fa il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva annunciato il più ampio coinvolgimento di Mancini affidandogli il ruolo di coordinatore delle Nazionali maggiore, Under 21 e Under 20. Un compito stimolante e di responsabilità che l’ex tecnico di Lazio, Inter e Manchester City aveva accolto con malcelata soddisfazione.

Invece come un fulmine a ciel sereno nel cuore di una caldissima domenica di metà agosto è arrivato l’annuncio che scuote l’intero calcio italiano, con Mancini che ha comunicato nella notte tra sabato e domenica le proprie dimissioni, irrevocabili, dalla carica di ct della Nazionale. Immediate sono giunte le reazioni e i commenti da parte di ex ct come Arrigo Sacchi, di illustri editorialisti e anche del ministro dello Sport, Andrea Abodi.
Mancini lascia la nazionale, il calcio italiano si interroga: “Perché?”. Per ora l’ex ct si è trincerato dietro un assoluto silenzio
Tutti, nessuno escluso, hanno posto un interrogativo che a distanza di ore dalla diffusione della notizia non ha ancora trovato una valida risposta: “Perchè queste dimissioni a sorpresa?“. Ricostruendo i tempi di questa vicenda in effetti qualcosa che non torna c’è, eccome. Possibile che Mancini abbia ricevuto una di quelle offerte monstre che l’Arabia Saudita spedisce a calciatori e tecnici di tutta Europa e che abbia deciso di accettarla. O forse alla base della sua scelta c’è un malessere profondo, acuito forse dalla tragica scomparsa del suo amico di sempre, Gianluca Vialli.

Eloquente in tal senso un tweet pubblicato dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi, in cerca di una risposta in merito alle ragioni che hanno spinto Mancini a rassegnare le dimissioni: “Sono molto sorpreso, dispiaciuto, perplesso. Il tempo aiuterà a comprendere le ragioni di questa scelta e della tempistica. Un ringraziamento a Roberto Mancini per quello che ha fatto e dato da ct della nostra Nazionale in questi anni“.