Mondiali in Qatar, continuano le indagini: non si placano i sospetti, l’ombra della corruzione e del malaffare serpeggia. Denunciato Sarkozy.
Mondiali in Qatar, non c’è pace. Il torneo più controverso della storia recente si è concluso ormai da qualche mese, ma i sospetti sulla competizione non si placano: qualcosa non torna non soltanto nella gestione del Qatar, con le falle nel diritto e nella gestione dei lavoratori. L’onta di sfruttamento e lavoro minorile, tra mezze verità e inchieste irrisolte, che ancora serpeggia. C’è dell’altro, ovvero il sospetto di corruzione. Qualcosa che potrebbe non essere avvenuto in campo ma fuori: i tifosi – o presunti tali – pagati per stare sugli spalti c’entrano in parte.

Si deve andare ancora più a ritroso per capire questa vicenda: i conti non tornano da molto prima. Precisamente da quando si cominciano a valutare le assegnazioni. In molti – tra esperti e cronisti – ritengono e sarebbero in grado di dimostrare che c’è del dolo: malafede e corruzione. Tante le personalità che si troverebbero coinvolte in questo gioco d’intenti per battere la concorrenza e far girare denaro in maniera illecita.
Mondiali in Qatar, Sarkozy nel caos: cos’è successo all’ex Presidente della Francia
Invischiato in questo tornado mediatico e giudiziario l’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy. In lui c’è anche un pizzico d’Italia vista la vicinanza e l’affetto con la moglie Carla Bruni. L’ex first lady, tra le altre cose, era presente a Sanremo 2023 nella serata delle cover. Le note stonate, però, stavolta sono altre: l’ex Presidente francese è stato denunciato perchè si teme possa esserci stato un intreccio fra lui, il suo ex braccio destro Claude Gueant, e il pubblicitario Francois La Brosse.

Tre personalità, un obiettivo: l’accordo, istituito in maniera dolosa, in merito all’assegnazione dei Mondiali al Qatar. A riportarlo è l’agenzia francese France Press. La denuncia coinvolge anche l’ex Primo Ministro qatariota Al Thani. Un vero e proprio meccanismo che prevederebbe associazione a delinquere e finanziamento illegale di campagne elettorali per raggiungere lo scopo e i relativi guadagni. Una vera e propria crociata in favore del Qatar, a dispetto di regole e precetti: nella fattispecie esiste un fascicolo datato 2019 in cui si parla del Qatar e delle sue potenzialità per ospitare la manifestazione. Con “potenzialità” si intende utili su cui agire successivamente.
Un accordo “dare-avere” che non piace agli inquirenti su cui ballano diversi miliardi di euro. Coinvolto anche l’ex giocatore della Juventus Michel Platini, Presidente UEFA all’epoca dei fatti. La partita ricomincia, ma stavolta a chiuderla non basterà un triplice fischio. O un mantello nero poggiato sulle spalle, le ombre stavolta arrivano da un’altra parte ma vanno sempre nella stessa direzione.