Caso plusvalenze, nuovo filone su Roma, Lazio e Salernitana: quali sono i rischi per i club e le operazioni nel mirino della Guardia di Finanza
Calcio e giustizia, le due strade si intrecciano nuovamente. La Guardia di Finanza ieri è entrata nelle sedi di tre club, Roma, Lazio e Salernitana per una perquisizione. Un fulmine a ciel sereno, con due Procure che si sono messe in moto, quella di Tivoli per i due club della Capitale e quella di Roma per la Salernitana. Ed il motivo è sempre lo stesso, il peggior male del nostro calcio, le plusvalenze.
Al momento non è chiara l’esistenza di intercettazioni, tantomeno la quantità del materiale raccolto; di certo c’è che sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti vi sono le stagioni dal 2017 al 2021 per la Lazio e dal 2017 al 2022 (esclusa quella 2021-22) per la Roma. Claudio Lotito, Marco Cavaliere, Igli Tare, Ugo Marchetti, Luciano Corradi, Marco Moschini ed Angelo Fabiani gli indagati in casa Lazio mentre tra i giallorossi, sono finiti sotto indagine i Friedkin, Dan e Ryan, Umberto Gandini, Guido Fienga, Mauro Baldissoni, Pietro Berardi, Giorgio Francia.
L’inchiesta è ovviamente legata all’inchiesta Prisma portata avanti dalla Procura di Torino ed i reati sono ormai i soliti; dichiarazioni fraudolente attraverso false fatturazioni e false comunicazioni social per i giallorossi, mentre per la Lazio si tratta di dichiarazioni fraudolente con uso di fatture per operazioni inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Sono 18 i calciatori finiti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti; Spinazzola e Pellegrini, ma anche Frattesi, Marchizza, Tumminello, Cristante, Defrel, Cetin, Diaby, Cancellieri e Kumbulla i calciatori delle operazioni in casa Roma, mentre tra i biancocelesti Akpa Akpro, Casasola, Cicerelli, Novella, Morrone, Sprocati e Marino.
La Procura mira ad escludere l’esistenza di plusvalenze fittizie e false fatturazioni; lo scambio tra Pellegrini e Spinazzola è quello attenzionato con maggiore attenzione dalla Finanza, perché è quello che ha portato la plusvalenza maggiore.
La Procura di Tivoli, per quanto riguarda la Roma, lavora su operazioni a specchio con Juve, Atalanta, Sassuolo e Verona in cui due club, per coprire le perdite di bilancio, eseguono scambio di calciatori sovrastimandone la valutazione. In casa Lazio, nvece, l’accento si pone sull’accertamento che i calciatori venissero pagati davvero e se alle cifre dichiarate, oltre ovviamente alle ipotesi di falsa fatturazione.
Nel 2017 Defrel passa dal Sassuolo alla Roma in cambio di 20 milioni; da quella cifra, però, vanno stornati gli 8 per le cessioni ai neroverdi di Marchizza e Frattesi, allora alla Primavera (valutati, rispettivamente, 3 e 5 milioni). Nel 2018, con l’Atalanta, altra operazione sospetta; Cristante arriva in giallorosso per 5 milioni (poi sarà msso a bilancio per 27,6 nella stagione successiva), la Roma, poi, cede Tumminello agli orobici.
Nel 2019, poi, l’ormai celebre scambio tra Spinazzola e Pellegrini, menter nel 2021 arriva Kumbulla, messo a bilancio per 13,5 milioni per il riscatto più 3,5 milioni di bonus. Al Verona, nell’operazione, andarono Cetin, Diaby e Cancellieri, valutati – rispettivamente – 7,8 milioni e 2,5 milioni gli ultimi due.
La Lazio e la Salernitana sono indagate per sette operazioni; nel 2018 Sprocati passò dai granata ai biancocelesti per 3,25 milioni. L’anno successivo, invece, toccò finire a Roma a Casasola, operazione da 3,08 milioni.
Nel 2020, poi, fu il turno di Akpa Akpro, Marino, Novella e Morrone. Il primo fu messo a bilancio per 12,7 milioni, l’operazione più onerosa, mentre gli altri tre – rispettivamente – per 250mila, 30mila e 530mila euro. L’ultima operazione è relativa a Cicerelli, ceduto alla Lazio per 2,54 milioni nel 2021.
Ma dal punto di vista sportivo, cosa rischiano i club? Ovviamente si deve aspettare la fine delle indagini ed i tempi non sono certo brevi; per quanto riguarda la Salernitana, essendo passata di mano e finita a Danilo Iervolino – escluso dalle indagini – non dovrebbero esserci conseguenti.
Roma e Lazio, invece, rischiano l’applicazione dell’ormai arcinoto articolo 31; nel comma 1, relativo a “violazione in materia economica e gestionale”, la sanzione è quella dell’ammenda con diffida ma potrebbero arrivare anche la retrocessione oppure una penalizzazione se si dovesse stabilire come queste violazioni siano state decisive per iscriversi al campionato. Al momento, però, sembra un’opzione davvero remota. Possibile, però, che venga tirata in ballo anche la “mancata lealtà ”; in questo caso, scatterebbe la penalizzazione in classifica.
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