Juventus in continua lotta in merito all’inchiesta Prima. Questa volta, i legali bianconeri avanzano l’ennesima richiesta alla Covisoc.
Un momento così buio nessuno se lo sarebbe mai immaginato. Dopo Calciopoli e dopo ciò che si è visto negli anni a seguire, nessuno avrebbe mai voluto assistere ad un terremoto del genere all’interno della Juventus. Invece, dopo 16 anni, ritorna il periodo buio per i bianconeri. L’inchiesta Prisma prima e i 15 punti di penalizzazione dopo, hanno portato ad un generale sconforto all’interno dell’ambiente bianconero che non si vedeva da anni.

Tutto è partito da un’inchiesta che riguarda gli ultimi due esercizi del club. Un’indagine che ha portato alle dimissioni dell’intero CDA, ponendo fine una volta e per sempre all’era di Andrea Agnelli. Adesso, con una nuova società che è già all’opera, c’è solo bisogno di lottare fino alla fine per tutelare i diritti della Juventus e fare in modo che si riesca a ridurre quanto più è possibile il danno di questa gestione particolare che si sarebbe registrata in quegli anni.
Juventus, nuova Covisoc
Adesso i legali di Cherubini e Paratici stanno cercando di trovare nuove soluzioni per poter rispondere al meglio a tali accuse. Purtroppo, la carta Covisoc di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi è stato solo un flop. Quella carta che non fu data dal procuratore Chiné ai difensori di Cherubini e Paratici, non è altro che una relazione dove non si andava altro che a confermare i presunti dubbi sui bilanci della Juventus. Insomma, un documento che certamente non avrebbe potuto aiutare a scagionarli.

Secondo quanto viene riportato dal ‘Corriere della Sera’, quel documento scaturirebbe da una richiesta ben precisa da parte della Covisoc, retrodatata all’aprile del 2021. Ecco, i legali di Cherubini e Paratici, sarebbero intenzionati ad ottenere quel documento per comprendere le motivazioni che vi furono alla base di tale richiesta. Questo perché, qualora i dubbi sulle presunte pessime gestioni di bilancio riguardassero anche altri periodi, porterebbero sia ad allargare l’inchiesta ma anche a rallentarla.
Un rallentamento, che forse potrebbe consentire ai legali bianconeri di poter comprendere in che modo difendere i propri assistiti. Dunque, si continua ad andare avanti con il campo delle ipotesi e nel frattempo la procura di Torino continua ad indagare e la FIGC aspetta di comprendere come, giustizia sportiva e ordinaria possano collaborare seriamente e unitamente per dare un unico verdetto su questa questione così pesante.