Nell’Argentina che stasera affronterà l’Australia negli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar c’è un “motore” che macina kilometri
Dopo l’esordio shock, il ko contro l’Arabia Saudita, l’Argentina si è rimessa in carreggiata vincendo gli altri due match, contro il Messico e la Polonia, e così è volata da prima del girone agli ottavi di finale dei Mondiali dove stasera sfiderà l’Australia.
A esorcizzare i fantasmi di una clamorosa eliminazione alla fase ai gironi ci ha pensato non solo Lionel Messi che con i due gol messi a segno finora ha eguagliato Diego Armando Maradona per numero di marcature, 8, con la maglia dell’Albiceleste nelle competizioni iridate. A dar manforte alla “Pulga” le altre star della Seleccion sudamericana e soprattutto le nuove leve, da Alexis Mac Allister, che ha aperto le marcature nel match contro i polacchi a Julian Alvarez che le ha chiuse, oltre ad aver soffiato la titolarità al nerazzurro Lautaro Martinez, ancora con le polveri bagnate.
Eppure, il punto di riferimento in campo, nonostante la sua giovane età, per tutti gli argentini è un altro, uno che non ruba l’occhio con giocate a effetto ma che in compenso macina kilometri, correndo anche per i compagni, tanto da meritarsi un singolare nomignolo.
L’ex dell’Udinese Rodrigo De Paul non è solo la guardia del corpo di Lionel Messi ma è anche il calciatore argentino che ha macinato più kilometri nella fase a gironi dei Mondiali in Qatar, che si è conclusa ieri, ragion per cui è una delle colonne dell’Albiceleste di Scaloni.
Un instancabile motorino in mezzo al campo, l’ex bianconero, al punto tale che i suoi compagni gli hanno affibbiato un nuovo nomignolo: “il motore“, per l’appunto. Una curiosità, il simpatico soprannome con cui il centrocampista dell’Atletico Madrid è stato ribattezzato dai compagni, che è venuta fuori dopo il post pubblicato dal colchonero dopo la vittoria contro la Polonia: “Sogniamo. Ottavi di finale. Andiamo, Seleccion“.
I commenti dei suoi compagni in calce al suddetto post, infatti, sono tutti un omaggio al suo soprannome. “Cosa non sogneremo con il motore della scaloneeee“, ha commentato dal difensore del Benfica Nicolas Otamendi. Sulla stessa falsariga i commenti del Papu Gomez, “il motore del mio cuore“, di Emiliano Martinez, “il mio motorino“, e di Maxi Pereyra, “si è acceso il motore“.
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