Serie A, rebus tasse. Il futuro di molti club resta in bilico per via delle imposte: la congiuntura “blocca” anche il calcio italiano.
Il salvadanaio si è rotto, ma dentro non c’è nulla. Questa sembra essere la situazione di molti club di Serie A che si trovano nella condizione di dover inseguire una sostenibilità insostenibile. Sembra un gioco di parole, ma di divertente non c’è proprio nulla. Soprattutto se il Presidente della Lega Serie A Casini si trova con le mani legate: a nulla sono servite le pressioni di Claudio Lotito in Senato per prolungare i termini di pagamento. La risposta alle proroghe è stata un muro di mattoni assai difficile da scardinare: il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dribblato la questione.
Legge di Bilancio che mette in primo piano altri aspetti, il calcio resta in secondo piano. Second’ordine, però, che è assai difficile da rispettare perché la Serie A rimane argomento d’interesse comune. Le sorti dei club potrebbero cambiare da un momento all’altro. Casini parla di ritardi, accusa i vertici dicendo che è stato ignorato il grido di un sistema: “Impossibile pensare a nuovi aiuti, servono dilazioni nei pagamenti e soluzioni a medio lungo termine”.
Il calcio giocato, in definitiva, rischia il default. Almeno in Serie A. Buona parte dei club non riuscirebbero a garantire una sostenibilità neppure con le dilazioni di pagamento: “È escluso un nuovo carico di aiuti – dice Casini – le misure pensate sono insostenibili. Infatti quel che è stato accumulato ha finito per essere prosciugato in tempi brevi”. Troppo brevi. Inequivocabile la sintesi del nuovo numero uno della Lega che parla di necessità: le parti si devono incontrare.
La politica deve fare da raccordo allo sport. Retorica sul rettangolo di gioco, ma stavolta in ballo c’è molto di più. Se entro il prossimo 22 dicembre non si vede luce, la Lega Serie A dovrà iniziare con i sequestri ai club. In qualche modo le tasse debbono essere recuperate: l’altro punto interrogativo riguarda gli sponsor, brand che potrebbero aiutare nel reperimento del denaro.
Ulteriore tasto dolente da quando le società di scommesse non possono più contribuire per legge: gli altri brand non forniscono adeguati introiti. Lo stallo prosegue, nel caso in cui i club non riuscissero a spuntarla – deadline prossimo 22 dicembre – scatterebbero i sequestri. “Qualcuno – spiega Casini – ha provveduto ad appianare il debito vendendo i propri top player. Non tutti, però, hanno questa possibilità”. Non resta che l’oblio: ultima spiaggia nonostante l’inverno assai gelido. Gelo che potrebbe restringere tutta la Serie A.
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