Superlega, tutto è ancora in piedi. Il progetto resta nel cassetto, ma potrebbe presto tornare attuale: aperto il dialogo con la UEFA.
Superlega, la questione è apertissima. Non è finito nulla, né tantomeno è possibile parlare di dimenticatoio: nessuno ha scordato nulla, tantomeno Juventus, Real Madrid e Barcellona. La questione è ancora in gioco perchè di gioco si parla. La competizione era sul punto di cominciare, ma poi il pugno di ferro da parte di Ceferin ha bloccato ogni cosa. Ora le squadre coinvolte in questo progetto ardimentoso rischiano pesanti sanzioni.
Nato tutto per cercare di sanare le pendenze finanziarie con una competizione esclusivamente tra big, contenzioso aperto sulla base della certezza: “Il calcio è dei tifosi”, attualmente si guarda al futuro con la possibilità di un compromesso. È vero che la UEFA ha fatto muro, Agnelli ha alzato le barricate, ma cercare e ricreare un clima disteso è nell’interesse di tutti.
In ballo c’è la sostenibilità di un sistema: qualcosa bisognerà pur fare. Allora tanto vale, almeno, parlarne. Per questo – prima che sia troppo tardi – è intervenuto Bernd Reichart. Uno dei massimi esperti di diritto sportivo a livello internazionale per cercare una mediazione tra le parti: accusa e difesa devono incontrarsi a metà strada. Nessuno dovrebbe rimetterci a patto che ci sia – davvero – unità di intenti.
Prossima fermata: Nyon. Il dialogo con la UEFA entra nel vivo. Il problema non è la sostenibilità, ma la fattibilità: sarebbe – secondo le massime organizzazioni del calcio mondiale – impensabile e impossibile che alcune squadre si facciano una lega propria pretendendo poi di partecipare anche alle altre già in vigore. In parole povere: vietato stare con il piede in due staffe.
Qui entra in gioco Reichart: il suo compito è cercare di far comprendere quanto la Superlega sia, volendo, anche una competizione aperta e che possa giovare ai conti di tutti. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il pugno duro di Ceferin che il principe del Foro spera di trasformare in una carezza. Tutto questo emerso, senza remore, nel podcast di Toni Kroos con ospite proprio il CEO di A22 (società che ha dato vita al progetto Superlega Europea). L’intento, ora, dovrà uscire dalle casse e arrivare sulle scrivanie. L’epilogo è ancora da scrivere, ma la parentesi è stata aperta. Il punto è capire quanto ci metterà a chiudersi e soprattutto in che modo.
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