Francia, Domenech ripensa al Mondiale 2006: la frase su Zidane è sorprendente. L’ex commissario tecnico dei Bleus torna sulla finale contro l’Italia
E’ stata una delle finali dei campionati del mondo più accese e discusse della storia del calcio. In primis, è stata una delle due che sia stata decisa con la lotteria dei calci di rigore (l’unico precedente a USA ’94 tra Italia e Brasile), e poi perchè un clamoroso episodio arbitrale ne decise le sorti.
Allo stadio olimpico di Berlino, l’atto conclusivo dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia è ancora scolpito nella memoria di tutti: di chi ha vinto, ovviamente, ma soprattutto di chi ha perso che a distanza di oltre sedici anni non è ancora riuscito a digerire quella sconfitta.
Come ad esempio il commissario tecnico dei galletti, Raymond Domenech, un tecnico non proprio ben voluto in Francia e non particolarmente simpatico anche all’estero. Eppure Domenech l’antipatico stava per regalare alla Francia il secondo titolo mondiale della sua storia.
Stava, perchè in quella finale contro gli azzurri di Marcello Lippi un clamoroso episodio disciplinare indirizzò la conquista del trofeo più ambito verso il Bel Paese. Nel corso dei tempi supplementari la stella della nazionale francese, Zinedine Zidane, colpì con un testata sullo sterno il nostro difensore Marco Materazzi.
L’arbitro della finale, Oracio Helizondo, estrasse il cartellino rosso nei confronti del fuoriclasse francese che fu costretto così ad abbandonare il terreno di gioco. La finale premiò poi la squadra di Marcello Lippi che tornò in Italia con la Coppa FIFA tra le mani.
A distanza di 16 anni, l’ex ct francese Domenech non ha ancora dimenticato quell’episodio, anzi. Intervistato dal magazine argentino Olè, ha rivelato il suo profondo disagio nel ricordare quel momento.
“É simile alla caduta di un aereo, una catastrofe che nessuno può spiegarsi. La squadra stava bene e non c’era motivo di credere che una cosa simile potesse accadere. Sicuramente Zizou era sotto pressione perché era la sua ultima partita ufficiale, ma non sappiamo cosa gli sia successo. Ancora adesso mi alzo la notte e ci penso”.
E infine la confessione inedita: “Se qualcuno avesse sentito tutto quello che ho detto all’arbitro in quel frangente sarei stato squalificato per una decina d’anni”.
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